Ma siamo pronti? Siamo veramente pronti? Ragazzi (1), non so se ve ne siete accorti ma fra un paio d'anni siamo nel terzo millennio, non so se mi spiego e cosa assillante è l'essere adeguati al proprio tempo. E allora siamo pronti? No, qua siamo indietro di svariati secoli, per non dire ère. Già il nome, erma pantheon, ancora il latino, siamo alla repubblica romana, magari travestita con la sahariana sopra il peplo uso sottana, anche se apprezzo le ammucchiate ecumeniche. Ecco l'oggetto fighetto e un poco abbietto. Riecco l'Arcadia, pecore e pastori: ma la Cultura Italiana uscirà mai dal mondo silvico-pastorale nell'èra dei media televisivi? Vergogna! Entriamo nel dettaglio, tentiamo una socioanalisi con emodialisi e successiva probabile paralisi. Pecora, animale gregario, ama soltanto l'erba e la compagnia delle sue consimili unitamente alle quali può essere indotta a qualsiasi comportamento anche il più naturalmente bestiale e autolesionista. Pista! fate largo all'orda pecorina che tutto travolge e spiana dal Pasubio fin su alla Piana. L'ideale per l'industria, specie la tessile. Quella meno pecorona viene tacciata da pecora nera, e come tale annotata nell'apposito libro del medesimo colore. Si ritiene sia stata domesticata verso il 6.000 a.c., mese più mese meno. Otto millenni fa! Non siamo pronti! Anguane - vi risparmio la rima - ninfe delle acque, generalmente malefiche; che fossero acquatiche, con il clima secco dell'alta valle, non c'era da sbagliarsi, quanto alla diavoleria figurarsi se il bigottismo non tacciava da streghe simpatiche ragazze un po' generose del proprio corpo, il proprio, non l'altrui. Il mito può risalire al Medio Evo, magari verso il 1196, vuoi vedere che siamo tutti figli di quelle lì? Quella effigiata deve aver fatto la cura delle acque alle fonti Lora, Lorgna e Lelia visto che il sottoprodotto del trattamento dà origine al nostro padre fiume (2) in un rotolante amplesso geologico. Che la signorina sia di robusti flussi lo sanno bene gli indigeni dei Parlati le cui capanne un giorno o l'altro le ritroveranno ai Giorgetti. Otto secoli fa, non siamo pronti! E poi i simulacri celebrativi. Non bastavano le sculture già esistenti, anche recenti, bisognava immortalarli anche sui monti a guisa dei quattro presidenti USA? per fortuna che a tale uso improprio non hanno destinato l'amato Baffelàn nume tutelare della valle né Maràna, aereo verone da cui riguardare il mondo nostro; non come il balcone, da cui si affacciò osannato dalla oceanica pecorina folla, l'uomo del destino, anno domini 1938, per poi volare da simile finestrone all'altro capo del cittadino corso in fotografica effige sotto l'incitamento di tre buontemponi (3), 27 Luglio 1943; seguì un autunno piuttosto caldo. Tutto è al passato, non siamo pronti. E poi i marchioni errari, il maggiore aver attribuito sesso gentile al personaggio: mentre l'erma greca esibiva vistosi attributi maschili - notoriamente di buon auspicio come ogni verginella viene prima o poi a sapere - il cellulitico idolo nel luogo strategico si ritrova un bel pertugio di stampo anguanesco, allusione al famosissimo "buso", ora in fase di laboriosa gestazione. Qualora poi il nostro Buddha in abito simil-talare fosse un chierico non ci può essere ombra di dubbio, tiene in mano il campanile parrocchiale, tipico bipallico simbolo fallico. All'Agostino Righetto, che sul campaniletto ed sul serenissimo ponte concretamente oprava, quanto preferisco l'impalpabile Ugo il cui Museo della Società Escursionisti Pasubio surclassava agli occhi dei ragazzi qualsiasi civica od inclita raccolta; ecco perché la primavera ora tarda sempre ad arrivare, non la chiamano più. E l'istigazione all'uso di sostanze stupefacenti, gargànego o crìnto.. el fa bon sangue! Dèsso 'ndèmo a la Cantina. E magari il giorno dopo a darlo all'ospedale Vècio su par la pontàra.. Non siamo pronti! Un misto fra il museo ed il cronicario mi sembra questo antiquario abbecedario, un po' arbitrario, confusionario armamentario del nostro passato, mentre il duemila incombe. E poi se indaghiamo sottopelle, altro che pecora lanaria, si tratta di un manichino, un golem giullaresco, mentre mi aspettavo di veder uscire dalla cuticola una cascata di fisch and chips o un hard disk, sì col fisk! Ma veniamo all'apice dell'erma, che si incarna, ovvero si inceramica, in un personaggio folkloristico, uno dei tanti che le misere vicende umane hanno seminato nel paese: più che Nani Piove questo non può essere che Renso del sabiòn, poareto, rappresentante di tutti gli umili cui anche la natura oltre la società fu avara di doni, quasi uomo-pecora appunto. E a ricoprire il tutto una tetta, rosa e polposa, munita di sconcio e acconcio capezzolo che solo a pensarci mi vien ribrezzolo. Ma dove siamo, nel porno sfrenato? Amarcord, ah, la sigaraia di Federico resta sempre il paradiso perduto cui ritornare appena possibile. Ciuccia, sì ciucc... ciucc... (4).
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