Cenni sul volontariato valdagnese
A Valdagno sono molte le persone che si impegnano in associazioni di volontariato: per non fare errori di omissioni non nominiamo nessuna.
A parte le associazioni che si occupano prevalentemente dell'ambiente come il WWF e la Protezione civile, il compito del volontariato si realizza soprattutto in favore delle persone in difficoltà come i malati del corpo e dell'anima, anziani, disabili, ragazzi con famiglie disastrate, immigrati, donne con gravidanze non desiderate.
Fare il volontario sembrebbe una cosa naturale e ovvia, specialmente per persone in pensione che sono ormai tantissime, e abbastanza giovani e in forze, ma questa scelta non sempre è così ovvia. Distrarre qualche ora al puro divertimento, al riposo, alla famiglia o agli amici comporta fatica e appunto... volontà, perchè si deve entrare in
un'altra mentalità, il concetto di famiglia nucleare si deve allargare sicchè essa non comprenda più solo i propri conviventi ma si estenda a tutte le persone che hanno bisogno di beneficiare della sicurezza che dà un nido caldo. Inevitabilemente il volontario entra in contatto con realtà scomode e a volte sconvolgenti. E non può chiudere la saracinesca una volta a casa: la pena e l'angoscia gli corrono dietro e oltrepassano la sua soglia. Ecco perchè non tutti si sentono pronti. Molte persone sono effettivamente troppo fragili per simili compiti oppure hanno difficoltà bastanti in famiglia, ma quando avvenga la grazia che uno sia chiamato e risponda allora egli arricchisce in sensibilità. Quando le famiglie, che tradizionalmente avevano tenuti in casa - quasi vergognose - disabili mentali o fisici senza aver il coraggio di spingerli ad un inserimento pubblico e quando, con l'aiuto di associazioni di supporto, li vedono ora partire al mattino felici di andare ad un lavoro;
quando un malato grave si vede vicino per tutta la notte una persona estranea alla sua cerchia parentale e amicale che sta lì attenta e sveglia senza prendere una lira (una notte a pagamento va sulle 120.000 lire); quando un anziano che riesce a malapena ad inghiottire si vede accudito con pazienza, imboccato cucchiaino dopo cucchiaino; quando una donna incinta si sente un baratro di ostilità attorno ma alla fine si sente compresa e aiutata a far nascere la sua creatura beh allora beneficiati e beneficianti hanno dato vita a quanto di meglio esista tra gli uomini, la solidarietà umana e tutti hanno da dirsi reciprocamente un bel grazie.
Ai volontari valdagnesi, in effetti, viene mosso un appunto: che si occupano anche molto lodevolmente delle persone in difficoltà ma - a parte qualche eccezione - non si impegnano nella lotta alla ingiustizia che provoca o trascura il disagio sociale. Qualcuno li ha definiti "usi ad ubbidir tacendo" accettando così talvolta l'assenza dello Stato. E' vero ed è anche vero che i valdagnesi tendono quasi costituzionalmente ad essere un po' tiepidi e remissivi su molte faccende sociali. Ed è anche vero che, senza minimamante voler fare assurdissimi paragoni, Madre Teresa, accusata di non andare alla fonte dei problemi sociali, diceva: "Ci pensi qualcun altro. Io ho troppo da fare". Però non sia questa una scusa per evitare l'impegno ma le persone del volontariato che abbiano grinta e capacità dovrebbero lottare di più contro le storture vecchie e nuove del nostro sistema socio-politico.
ppfffff...
Sono nato in cima al passo di Priabona e a seconda di come scendevo dal letto alla mattina appartenevo a sinistra alla Valle dell'Agno e a destra alla Val Leogra.
Ma qualcosa aleggiava sotto il mio letto, battiti d'ali da destra a sinistra e viceversa, incessantemente, spifferi salire dal sottosuolo, aria di galleria.
Ma tant'è a Schio ho già scavato una galleria urbana (Kaposvar 1992) e a Valdagno ho già segnato un'altra galleria (Loft 1991).
Costruttore di gallerie?
Da vent'anni sono il migliore e unico architetto di Priabona.
Epigrafe
Gran parte della mia vita
è sepolta nel tempo.
Per questo è più viva
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