Descrizione dettagliata

Erma Pantheon 1) lato anteriore  Parte geofisica e parte storica si confondono in una visione naturalistica della valle dell'Agno: a partire dal vello dell'agnello a destra si riconoscono leggendari picchi montani tra cui Bàffelan e Marana dentro i cui pascoli e boschi si colloca s.Maria del Paninsacco: poi il campanile di s.Clemente obliquo sulla mano destra del pupazzo e i palazzi patrizi della Piassa e in fondo alla gambona un piede calzante uno scarpone da montagna che schiaccia un serpente. Sotto la gorgia dell'ovino un collare da prete. A sinistra dietro il corno dell'ariete una florida donna nuda tiene tra le mani un'anfora da cui defluisce acqua di fonte: è l'Anguana (divinità mitica locale) Rotolona (Rotolòn, la spaccatura delle piccole Dolomiti da cui nasce un ramo dell'Agno). L'acqua scorrendo in basso tortuosamente sotto arcuati ponti incontra nel suo corso via via - e sono trascritti come su carta geografica - Recoaro, s.Quirico, el Majo, Novale, Cornedo, Trissino, Brojan, Castelgomberto per finire nella pianura padana presso Montecchio con il nome di Guà. Il corno dell'ariete si protende sopra la parte sinistra della mappa, quella della Valdagno marzottina - i grandi di tale famiglia, effigiati come i presidenti Usa nel monte Rushmore, sono Gaetano I, Vittorio Emanuele e Gaetano II che con Pietro guarda la sua città, la Città dell'Armonia universale di leibnitziana memoria, apollinea, la Valdagno nuova degli edifici novecentisti di Bonfanti tra cui la torre delle scuole sul Lungoagno Manzoni.  Tra le gambe del pupazzo una apertura che raccoglie la statale 246, ingresso al traforo dello Zovo per Schio. Alla base di questa facciata il celebrativo di un 800° anniversario, supposto: Valdagno non fu mai romana ma nei blasoni l'uso di latinismi è una magniloquenza raccomandata, quindi VALDAGNUS, MCXCVI, 800 anni al 1996, anno di impostazione della statua. Sopra si leggono due scritte: das Wunderdenkmal (termine inesistente in tedesco. Traslando Wunderkammer, stanza delle meraviglie, si ha monumento delle meraviglie) e la Vallée transparente cioè valle luminosa non in senso meteorologico ma scena per racconti ed emozioni vissute.
2) lato posteriore  E' sovrastato dalla faccia ridanciana di un personaggio tra filò e storia (el Puoto Scarabòto delle favole e il Nani Piove realmente vissuto che amava uscire allo scoperto solo sotto la pioggia) che ostenta una vistosa farfallina come si conviene a chi deve esibire la sua innocua diversità. La parete ricorda quelle dei palazzi pubblici medievali con stemmi, emblemi, scudi nobiliari... tra cui una specie di bucefalo da patavina universitas, la pergamena sul maggiore artista di natali valdagnesi, Agostino Righetto carpentarius del campanile di S.Clemente nonchè del veneziano ponte di Rialto, il marchietto della ProLoco e coccarde gnomiche "urge diluvio stop". Più in basso un vano, Museum, che contiene, variamente, opere di artisti locali. A sinistra un balcone fatidico, quello dell'ex-Casa del Fascio di piazza Dante, da cui nel 1938 si espose alla ammirazione deferente di (quasi) tutto il popolo e dei maggiori suoi il cav. Benito Mussolini, capo dello stato fascista, lì effigiato. Al centro la parte posteriore del tunnel verso Schio ancora chiuso, a destra un capitello della devozione popolare. Scritte incise appaiono al bordo sinistro (=anchona in pietra della sagrestia di s. Clemente di tale Hyeronimus / 1445, la più squisita opera d'arte in loco. Ne è ripreso un montante), al bordo destro "Andy Warhol era un coatto" e "le galline pensierose" e al bordo inferiore "vostro devotissimo ma non servitore" (chiusa di una replica di G.Marzotto a F.Orsini, 1883). Alla base sta una pagina xerigrafata con il titolo (e la ragion d'essere dell'Erma): "Opus vald. hominibus ac rebus dicatum" (Opera dedicata a gente e cose valdagnesi) con i seguenti nomi: meliorantia et panisachus de trissino - mario rossi visonà - gargati - uetta e asarèle - tita tomba, att. - bernardo bocchese cronista - albergo alpi - otello fochesato, fotogr - carabus novalensis - pumicoti - larìo - ottone menato, scritt - nave - utile dulcis - i nanti - clemente salbego - cengia bevilacqua g. - i lasta - a.milan, mobiliere - sbizaràndole - piero randon, priaro - domenico paoli, music. - la botte d'oro - la festa del ballone, 1827 - i marzotto e i marzottini - tomaso di palloni seduti - lacho de castelveclo - mènego strala, oste - arturo zanuso, scritt - puìna - liceo artistico u.boccioni - tetamanzi caterina, poetessa - sergio perin, polit - chiamata della primavera - rosòlio de carloto - teresa rapanello - fraglia del ss corpo di cristo - fescatus zorzi, batilane - el moriti de la sagra - prien am chiemsee - ludovico festari - don didimo mantiero - ser piero cracho - campo de le bestie - aqua dei vigri - miniere dei pulli - bortolo nìzero, scarparo - antonio fornasa, poeta - polenta  scopetòn - teatro impero - capùssi in tècia - leo cav. rausse - benedictus contro, archipresbiter - radio 100fiori - frìtole co la maresina - miranda pretto - uvi e zermòji - tertiarie pizzòchare sive capuccine - i pedoni - dominicus smìtherle - maria tezza - contrà del pìsolo - zuan bivilacqua, textor pannorum - ponte brìscola - i rottigni - rocco soster - la sgambelada - graspìa - pina bìscara - risi e bisi - maria fanton - dalle ore ing luciano - scuola equitazione principe - angelo crosara, maestro de posta - john e paolo borriero - nob. alessandro valle - mosto novelo - la cavalchina - aldo simoncello - contessa capnist - al pittore - gildo carlassara, pitt - pasta e fasùi - società umberto 1° - luigi sperman - l'ontano - angelo rasia, sarto - lucio stecca - gaetano dalla pozza, abate - luca badiello - i mariàn - macafame - mama gigeta - castrazzàn - menico bao - monsignor 7.
Erma Pantheon 3) lato destro    L'orecchia dell'agnello mostra una borchia con inciso "folklore e profitto". Sulla spalliera del trono su cui è assiso il pupazzo le insegne dei vecchi partiti (DC, PSI, PCI, PLI, MSI).
Sulla spallina da legionario romano altra scritta incisa in spagnolo "yo soy un neuroatlante sentimental". Sotto il braccio appaiono sei facce di taglio espressionistico di varia coloritura "etnica" attorno ad una bottiglia di vino per celebrare gli usi locali. Tra le teste e il braccio una scritta a sinusoide "Chiedi alla polvere"(John Fante). Più avanti al centro si erge la torre con corona di merli neoguelfi dell'Ospedale Vecchio di s.Lorenzo di cui appaiono i due corpi e la cappellina. Alla base di questo lato sta una teoria di quattro archi posanti su cinque colonne di fattura popolare: ricordano la galleria dei Nani di palazzo Festari. Alla giunzione degli archi appaiono scolpite cinque facce a tuttotondo con vari copricapi: da sinistra a destra si mostrano le fattezze apotropaiche, capelli e barbe lunghe con un cappello a cono, di una specie di mago Merlino, quindi un popolano forte con una cappello frigio, un gonfio uomo di testa (avvocato? giudice?), un sorridente prelato e nel quinto un nonnetto con berretto da babbo Natale o folletto. Sui quattro archi sono incise insegne: sul primo Domus Communis (la casa della comunità che fu), sul secondo Cantina sociale (una istituzione popolare della Piassa), nel terzo Imperial Regia Pretura (di quando si era sotto l'Austria fino al 1866) e infine la gloria di Ugo Nizzero il museo Sep. Sotto il primo portico altro gruppo di cinque facce assorte e un po' contrite attorno ad una bicicletta veicolo di servizi comune un tempo. Sotto il secondo è inserita una tabella con l'insegna "òcio ca sàro, 'tenti le man!": era l'avvertimento che l'addetto al controllo dei vagoni delle Ferrotramvie lanciava a tutti prima di chiudere fragorosamente le porte. Sotto di essa questi nomi: tiròndola cappell. - don arena: il vessillo bianco - seb.ersegher - ai tre scalini - polentaosèi - tarcisio fornasa - turìji - francesco rubini - sparagagna - vitt.brumani - setificio zanuso - la vaca mora - cante nostre - nicholaus dict.bòchese, follador - attilio gottardo - resentìn - villa valle - damiano marangon - sisto cocco - giacomo venchato - gio.batta mistè - eug.fiori - mons.zaffonato - la rinascente - al pero d'oro - gnochi co la fioreta - elsa brentan - moropana - matheus gerard.de meyara - la pilerna - la mosa - galleria l'impronta - planorbis muzzolonicus - da titòn - sebast.a lachu - domenico dal lago - poggio miravalle - don francesco - mìnica polda - incontro club - giovanni cracco, eroe - zabajòn - parnassus jazzclub - pilade franceschi. Sotto il terzo arco l'insegna è: "el varda che lù el zè màssa tocòn", protesta a fil di voce della fanciulletta contro le molestie del capoufficio negli anni bui del maschilismo, e sotto: minestròn sorà - oratorio pio X - balsi - ferrucc.zorzi - gonso de martin - budìn - bocciofila pasubio - dom.magaràja, spolad.- i vallarsieri - schola cantorum s.clemente - grivorius sanmartin - sior bìgoli - gio.batt. gajanigo - mìnichi - piana e schivazappa, musici - ròdolo de vedèlo - scartezini - bussolào - imeria gavasso  - elisa rossato - al cinesìn - bortolo danese - rené collard - vic.malpaga - camilla valdagni - johannis jordani - piero da gajarsa, pellet.- giobatta lora - guciarata - taverna johnny - patate lesse salà - roberto arrighi - ruari - lucia priante - soc. mutuo soccorso - panà - appunti valdagnesi.- fidelia pavan - domenico crosara - ser bon de broyàn - i mastini - i frajaroli. Sotto l'arco del museo Sep c'è la scritta "lei non sapete chi sono io " e "grànfàti" (vecchia esclamazione di sorpresa e pessimismo). Sotto di essa questi nomi: - umberto rasia - tele 68 - g.piero franceschini - fotoricerca72 - i rigoni - calcio e hockey marzotto - silvest.silvestri - graspìa - contrà dell'albero - berto sèlega - francesco zordan - dario cracco - el corè - bepi testadiscalsa - luàneghe - eman. luna - liceo gg trissino - belèza conradi - zuane de ser ferigo - giuseppe tovo - m.lavacopi - gàto in umido - ico de la piana - piero belessa - giorgio pàtina
4) lato sinistro  Il pupazzo da questa parte mostra un arto superiore fatto di legno come un manichino con snodi metallici, forse un ricordo di De Chirico o di Charlie Chaplin quando in Tempi moderni era alle prese col mondo meccanico dell'industria. Sulla ruota dentata della spalla appare inscritto "la gaia scienza" (Nietzsche) e sull'avambraccio "Made in North East Italy" (l'ambiguo mito ha colpito anche qui). Appoggiato alla spalla sinistra un monte cavo, il vulcano spento Muciòn. Appresso campeggia "Fabbrica totale" (saggio goscista anni '70 di L.Guiotto sul regime marzottiano). Il bracciolo - che termina in sinuoso riccio come la migliore scuola di ebanisteria veneta prescrive - si sostiene sulla facciata della Scuola di Musica e si stende sopra uno spazio con altre facce di varia fattura e con la bronzea statua di G. Marzotto I del Minguzzi (1955) un po' disassata sul baricentro a ricordo delle sue storiche disavventure nell'aprile 1968. Alla base si riconoscono la facciata moderna della piscina coperta, quella barocca di s.Cristoforo, una Madonna con bambino, e un angolo della Valdagno più vècia il portico della Corte dei Gati a Larìo presso s.Rocco. Sotto il motto: "dàghe òio, bòcia" le scritte: giovanni meneguzzo - s.ta maria carminis - il club tavolone - banda music.vem - giuseppe vicentini - duomo s.clemente 1778 (mt 53.30x16.30x24) - nicolò da cornedo - i cristiani, pietre vive del tempio

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